Riepilogo
AREZZO (4-3-3): Venturi; Renzi, Chiosa, Gilli, Righetti; Iaccarino (46’st Cortesi), Guccione, Chierico (69’Viviani), Pattarello (850’Arena), Ravasio (69’Cianci), Tavernelli (59’Djamanca). A disposizione: Trombini, Galli, Casarosa, Eklu, Gigli, De Col, Di Chiara. All.Bucchi
RAVENNA (4-2-3-1): Poluzzi; Donati, Esposito, Solini, Bani; Mandorlini (54’Rrapaj), Lonardi; Spini (67’Corsinelli), Tenkorang, Fischnaller (67’Da Pozzo); Okaka (67’Italeng). A disposizione: Anacoura, Stagni, Falbo, Rossetti, Motti, Calandrini, Bianconi, Scaringi.
Allenatore: Mandorlini.
Arbitro: Madonia di Palermo
RETI: 37’rig.Fischnaller (R), 72’Cianci (A)
Note: Spettatori 7600. Ammoniti: Bani (R), Mandorlini (R), Iaccarino (A), Esposito (R). Ammonito per proteste il tecnico del Ravenna Mandorlini. Allontanato per proteste il Direttore sportivo dell’Arezzo Cutolo.
AREZZO – L’Arezzo conquista un pareggio in rimonta che vale molto più di un punto. Contro il Ravenna, nel big match davanti a quasi ottomila spettatori, gli amaranto mostrano cuore, maturità e una forza mentale da squadra vera, capace di reagire quando la partita sembrava scivolare nella direzione sbagliata. Forte del 3-0 dell’andata, il gruppo di Bucchi sapeva di avere due risultati su tre a disposizione, ma non si è mai nascosto dietro ai calcoli: ha sofferto, ha stretto i denti e alla fine ha trovato il modo di rialzarsi, spinto da un Comunale caldissimo e da un carattere che ormai è diventato marchio di fabbrica.
Il colpo d’occhio al Comunale è quello delle grandi occasioni: curva Minghelli e tribuna coperte esaurite, oltre cinquecento tifosi romagnoli nel settore ospiti. Prima del fischio d’inizio c’è spazio per un momento speciale, con Shaka Mawuli premiato per le cento presenze in amaranto, e per la coreografia imponente della curva sud dedicata alla Giostra del Saracino, con gli stemmi dei quattro quartieri e due striscioni che evocano battaglia e fedeltà alla città.
Bucchi conferma il 4-3-3 con il rientro di Gilli e Chiosa, mentre Mandorlini sorprende passando alla difesa a quattro e schierando un Ravenna molto offensivo. L’Arezzo parte con buon piglio, gestisce il possesso e costringe gli ospiti ad abbassarsi. La prima scintilla arriva quando Fischnaller e Gilli si scontrano in area, episodio che porta Mandorlini a chiedere la revisione al monitor, senza esito. La partita si scalda, fioccano i cartellini, ma resta corretta. Gli amaranto fanno girare palla ma faticano a trovare varchi, mentre il Ravenna bada soprattutto a non scoprirsi.
Al 33’ arriva l’episodio che cambia l’inerzia: Spini cade in area dopo un contatto con Chierico, l’arbitro inizialmente lascia correre ma, richiamato al monitor, assegna il rigore. Dal dischetto Fischnaller è freddo e firma lo 0-1, interrompendo dopo 743 minuti l’imbattibilità di Venturi. Il Comunale si ammutolisce, mentre il Ravenna chiude il primo tempo con un vantaggio costruito più sulla solidità che sulle occasioni.
La ripresa si apre con un cambio obbligato: Iaccarino, già ammonito, resta negli spogliatoi e al suo posto entra Cortesi. L’Arezzo fatica a ritrovare ordine e Bucchi si agita in panchina, chiedendo calma e precisione. Gilli prova a scuotere la squadra con un tiro dalla distanza, poi il tecnico inserisce Varela al posto di Tavernelli per aumentare la spinta offensiva. La curva sud capisce il momento e trascina gli amaranto, che alzano i ritmi e si rendono pericolosi con due conclusioni di Ravasio, entrambe imprecise.
Mandorlini risponde rivoluzionando l’attacco, ma anche Bucchi muove le sue pedine: dentro Cianci e il nuovo arrivato Viviani, al debutto in amaranto. La scelta si rivela decisiva. Al 28’ Righetti pennella un cross perfetto dalla sinistra, Esposito la sfiora sul primo palo e Cianci, piazzato all’altezza del dischetto, incorna nell’angolo lontano. È l’1-1, il nono gol in campionato per il centravanti, e il Comunale esplode in un boato liberatorio.
Il finale è un crescendo di tensione e spinta, con l’Arezzo che prova a completare la rimonta e il Ravenna che si chiude per difendere il punto. Il risultato non cambia, ma il pareggio ha il sapore della vittoria per come è arrivato: con carattere, lucidità e la consapevolezza di essere una squadra che non molla mai.

Ravenna