Mister Cristian Bucchi ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida interna di lunedì sera contro l’Ascoli, un appuntamento che arriva nel momento decisivo della stagione e che mette di fronte due squadre protagoniste di un percorso importante.
“Una partita che si prepara da sola”
«È una partita che si prepara da sola – ha esordito Bucchi – perché arriva a cinque giornate dalla fine e vede affrontarsi due squadre che, meritatamente, sono lì in alto. Sarà una bellissima serata di sport, con una cornice di pubblico straordinaria. C’è la volontà di giocare una grande gara, nel solco del percorso che abbiamo costruito e che anche l’Ascoli ha portato avanti con coerenza e identità». Il tecnico ha sottolineato come entrambe le formazioni abbiano sempre cercato di proporre calcio:
«Siamo due squadre che non hanno mai speculato. Sarà una gara equilibrata, fatta di momenti, attenzione e dettagli. L’Ascoli ha un’identità fortissima, costruita dal primo giorno. Noi, nel corso della stagione, abbiamo trovato più modi di difendere e di attaccare, adattandoci alle contromisure degli avversari. Loro sono primi per possesso palla e passaggi riusciti: è un merito che va riconosciuto. Noi dovremo fare la nostra partita, senza snaturarci».
Le condizioni di Guccione e i dubbi di formazione
Bucchi ha fatto il punto sulle condizioni di Filippo Guccione: «Proveremo ad aumentare i carichi per capire come sta. Di fatto non gioca da un po’, visto che a Sestri era squalificato, quindi valuteremo con attenzione. Per il resto ho tanti dubbi… ma sono dubbi positivi: tutti stanno dando grande disponibilità e tutti vogliono esserci. Sono sicuro che chi verrà scelto darà il massimo».
“Conta l’identità, non i singoli”
Sulle possibili scelte offensive dell’Ascoli, compresa la presenza di Galuppini, il mister ha preferito concentrarsi sulla struttura di squadra:
«Partite così vengono decise da episodi e guizzi. È normale immaginare scenari, ma poi il calcio ti sorprende sempre. Non so chi giocherà davanti per loro, ma l’identità dell’Ascoli resta la stessa. Possono cambiare le caratteristiche individuali, ma non il modo di giocare. Noi dobbiamo prepararci ad affrontare la squadra nel suo insieme. Mi aspetto una gara di grandissima intensità – ha proseguito Bucchi –. Non so se saranno decisivi gli ultimi minuti o i dettagli iniziali: credo che l’episodio farà la differenza. Servirà massima concentrazione dall’inizio alla fine». Il tecnico ha poi elogiato Cortesi, sottolineandone l’importanza tattica:
«È un giocatore utilissimo. Può fare bene in più zone del campo: da centrale, da mezzala, da trequarti, da braccetto. È molto intelligente nelle letture, riconosce spazi e tempi di gioco. L’abbiamo preso proprio per questo: sa creare difficoltà agli avversari e sa trovarsi la posizione giusta. Per me è un valore aggiunto».
Ballottaggio Coppolaro–Renzi
Sul possibile ballottaggio tra i due terzini: «Abbiamo due giocatori molto forti, con caratteristiche diverse. Coppolaro ci è stato utilissimo quando mancavano De Col o Renzi non era al meglio. Mi danno tanti pensieri, ma sono pensieri positivi. Gli undici che scelgo non sono i “migliori” in assoluto, ma quelli che in quella partita possono portarci più vicino al risultato. E chi entra deve essere in grado di determinarlo».
“Arezzo non è stata una rivincita, ma un nuovo inizio”
Infine, una riflessione personale sul suo percorso: «Non cercavo un rilancio. Avevo bisogno di costruirmi una strada nuova. Ho avuto una carriera bellissima, poi alcune parentesi complicate mi hanno portato a riflettere. Avevo bisogno di ripartire da zero, di ritrovare il piacere di andare in campo con serenità. Qui ad Arezzo mi sono imposto di godermi questo mestiere, che spesso è difficile da vivere con leggerezza. Non mi sento un fenomeno se vinco 3-0, né un incapace se perdo 3-0: il risultato non è sempre lo specchio delle qualità di un allenatore. Voglio vivere questo lavoro con equilibrio, mettendo sempre il massimo per essere utile alla squadra, al club e ai tifosi».