AREZZO – Oggi il Comunale si accenderà molto prima del fischio d’inizio. I cancelli apriranno alle 15:45, ma l’atmosfera del big match con il Ravenna è già nell’aria da giorni: città in fermento, attesa crescente.
Alla vigilia, Cristian Bucchi ha parlato con lucidità e trasporto, toccando temi tecnici, emotivi e personali: dal valore del pubblico alla qualità dell’avversario, passando per le condizioni della rosa e per un calendario che non concede pause. Le sue parole, tra realismo e ambizione, accompagnano la squadra verso un pomeriggio che promette intensità e grande calcio. «Mi aspetto una gara aperta e molto tecnica, con tante partite dentro la partita. Saranno decisivi i duelli individuali più che il piano gara, perché il Ravenna verrà a giocarsela per prendersi i tre punti: Mandorlini è un tecnico esperto, ha vinto tanto, conosce la categoria e per un breve periodo è stato anche il mio allenatore a Siena. Ne conservo un bel ricordo. Mi spiace invece non ritrovare Marchionni, al quale voglio esprimere la mia vicinanza: secondo me aveva fatto un gran lavoro, ma la vita dell’allenatore è questa. Ai miei giocatori ho detto di farsi trascinare dal pubblico e di vivere queste due ore con serenità. Troveremo 8mila persone allo stadio: è un premio per i ragazzi e per la società, soprattutto se penso alla mia prima gara casalinga di un anno fa, quando sugli spalti c’erano poche persone. I ragazzi vivono la città, sanno quanto questa partita sia sentita e quanto il sostegno della gente possa fare la differenza. Sarò banale, ma in settimana non abbiamo fatto nulla di diverso rispetto al solito. È uno scontro diretto, sì, ma dopo domani mancheranno ancora nove giornate e il cammino è lungo. Nulla è deciso. Per quanto riguarda la squadra, Coppolaro è squalificato e Ionita starà fuori per un po’. Mawuli sta migliorando e verrà in panchina. Guccione è a posto, l’altro giorno ha lasciato l’allenamento solo per un piccolo fastidio. Viviani è arrivato in buone condizioni fisiche e sarà convocato perché ci serve un elemento con quelle caratteristiche. Il calendario ci mette davanti tre impegni ravvicinati e complicati: Ravenna domani, Ternana mercoledì e Campobasso lunedì. Mi sono imposto di pensare una gara alla volta. Non so se, superato questo trittico, la strada si metterà in discesa: è un campionato talmente livellato che non si possono fare tabelle».