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Riepilogo

AREZZO (4-3-3): Venturi; De Col, Coppolaro, Chiosa, Righetti; Eklu (88’Viviani), Iaccarino, Ionita (88’Gigli); Arena (80’Pattarello), Cianci (63’Ravasio), Tavernelli. A disposizione:  Trombini, Galli, Casarosa, Renzi, Guccione, Djamanca, Gilli, Viviani, Chierico, Cortesi, Di Chiara, Concetti. All.Bucchi.

TORRES (3-4-2-1): Zaccagno; Zanandrea (75’Fabriani), Antonelli, Baldi; Zecca (70’Masala), Mastinu (70’Diakite), Brentan, Zambataro (26’Liviero); Di Stefano, Sala, Sorrentino. A disposizione: Marano, Luciani, Idda, Lunghi, Bonin. All.Greco

 Arbitro: Ubaldi di Roma 1

RETI: 39’Tavernelli (A), 47′ Di Stefano (T), 54’Arena (A), 96’Pattarello (A)

Note: Spettatori 7395. Ammoniti Zecca (T), Chiosa (A), Arena (A)

AREZZO –  Ci sono giorni che non appartengono al calendario, ma alla memoria. Giorni che una città intera riconosce al primo respiro, perché l’aria vibra in modo diverso, come se tutto fosse sospeso in attesa di un segno. Oggi Arezzo ha vissuto uno di quei giorni. Un giorno che resterà. Vent’anni dopo l’ultima volta, l’Arezzo è tornato in Serie B. Vent’anni di attese, cadute, ripartenze, illusioni, ferite, orgoglio. Vent’anni che oggi si sciolgono in un abbraccio collettivo, in un boato che attraversa il Comunale e corre fino alle mura, alle piazze, ai vicoli del centro, alle colline che guardano la città dall’alto. Prima del fischio d’inizio, Pau — figlio di questa terra, voce che ha raccontato generazioni — ha trasformato lo stadio in un rito. Le sue note hanno ricordato a tutti che la felicità ha un sapore preciso, inconfondibile, e che a volte basta davvero “un soffio di vento” per far tornare vive emozioni che sembravano lontane. Oggi quel soffio è diventato tempesta. Poi è arrivata la squadra. Una squadra che ha giocato con la fame di chi sa che il destino non aspetta. Una squadra che ha messo in campo tutto: cuore, coraggio, maturità, appartenenza. Sul piano tecnico, Bucchi conferma l’undici delle ultime due giornate: De Col a destra, Coppolaro e Chiosa al centro, Iaccarino in regia, Arena nel tridente. Il solito, collaudato 4-3-3 che ha accompagnato gli amaranto fino a questa giornata. La Torres risponde con un 3-4-2-1 coraggioso, con Sala e Di Stefano alle spalle di Sorrentino. Il Comunale è una cornice straordinaria: caldo intenso, bandiere amaranto ovunque, un colpo d’occhio che racconta da solo il peso dell’occasione. La partita parte subito forte. La Torres prova a sorprendere l’Arezzo approfittando di una palla persa in uscita, ma Chiosa salva sulla linea dopo che Sorrentino aveva evitato Venturi. L’azione viene annullata per fuorigioco, ma il segnale è chiaro: nessuno ha intenzione di aspettare. L’Arezzo risponde con una grande occasione costruita da Tavernelli, Ionita e Mawuli, ma Zaccagno chiude. La gara è vibrante: Sorrentino segna ma il gol è annullato per un fallo su Coppolaro; dall’altra parte Arena sfonda in area e cade, ma l’arbitro lascia correre. Tavernelli sfiora il gol con un pallonetto da lontano che strappa applausi. Il ritmo è altissimo, la tensione palpabile. La pausa per il caldo non spezza l’intensità. L’Arezzo tiene il pallone ma fatica a trovare varchi, la Torres chiude ogni linea di passaggio. È una partita che si gioca sul filo. Nella ripresa, però, il copione cambia. La Torres trova il pareggio con Di Stefano, bravo a girare in rete il cross di Liviero. Gli amaranto accusano il colpo e rischiano ancora, ma poi si rimettono in piedi grazie al giocatore più in forma del momento: Arena. Prima impegna Zaccagno con una conclusione potente, poi inventa il gol che cambia la storia del pomeriggio. Controllo in area, sterzata secca, sinistro a giro sul palo lontano. Una meraviglia. Il Comunale esplode, l’Arezzo torna avanti e non si guarda più indietro segnando anche nel finale con Pattarello. E dietro questa impresa ci sono uomini che resteranno nella storia. Guglielmo Manzo, il presidente che ha cambiato il corso delle cose. Che ha creduto, investito, protetto, costruito. Che ha dato stabilità quando serviva, ambizione quando era il momento, silenzio quando parlavano i fatti. Questa promozione porta la sua firma, netta, indelebile. Cristian Bucchi, l’allenatore che ha dato un’identità. Che ha modellato una squadra riconoscibile, intensa, viva. Che ha trasformato un gruppo in un organismo unico, capace di soffrire e dominare, di cadere e rialzarsi, di vincere quando contava davvero. E poi lui. L’architetto. L’uomo che ha immaginato tutto prima che esistesse: Aniello Cutolo. Il direttore che ha visto lontano, che ha scelto con lucidità, che ha costruito con metodo, che ha dato forma a un progetto che oggi diventa realtà. Questa promozione è soprattutto sua. È la conferma che la visione, quando è autentica, diventa destino. Oggi Arezzo ha scoperto — o forse ricordato — che sapore ha la felicità. Ha il sapore delle cose difficili, delle cose sudate, delle cose che non ti regala nessuno. Ha il sapore dei vent’anni che si chiudono e di un futuro che finalmente si apre. La Serie B è di nuovo amaranto.

 

Dettagli

Data Ora League Stagione
26/04/2026 14:30 Serie C – Girone B 2025/2026

Risultati

Club 1T 2T Goal
Arezzo 39’Tavernelli 54’Arena 96’Pattarello 3
Torres 47’Pattarello 1