AREZZO-BRESCIA 2-0
Arezzo (4-3-3): Nunziante; Renzi, Gilli, Illanes Righetti; Sala (20’st Eklu), Chierico (20’st Viviani), Ionita (43’Leone); Arena (20’st Djamanca), Cerri (35’st Cianci), Tavernelli. A disposizione: Serban, Seculin, Martinez, Coppolaro, Manes, Chiosa, Moreschini, Cipriani, Cagnano, Manes, Cortesi. All.Bucchi.
Brescia (3-4-2-1): Liverani; Sina, Silvestri, Rizzo; Armati (1’st Lamesta), Zennaro (30’Libera Hergeligiu), Mallamo (41’st Spagnoli), De Maria; Marras, Rizzo Pinna (26’st Vido); Crespi (26’st Pellegrini). A disposizione: Lovato, Zacchi, Sorensen, Pasini, Pilati, Fogliata, Armanini. All: Corini.
Arbitro: Luongo di Frattamaggiore. Assistenti Bracaccini di Macerata e Galieni di Ascoli Piceno. Quarto ufficiale: Dini di Città di Castello.
RETI: 24’Arena (A), 38′ st Tavernelli (A)
Note: Spettatori 3465. di cui 374 da Brescia. Ammoniti: Armati (B), Nunziante (A), Silvestri (B), Marras (B).
AREZZO – L’Arezzo comincia la sua Coppa Italia con il passo delle grandi occasioni, firmando una vittoria che profuma di personalità, qualità e coraggio. Prima il guizzo di Arena, capace di trasformare in oro una verticalizzazione perfetta e di accendere il “Città di Arezzo” con un sinistro che ha spezzato l’equilibrio. Poi la magia di Tavernelli, una punizione che ha fatto esplodere la Minghelli e che resterà negli archivi: sedici anni dopo l’ultima gioia da fermo sotto quella curva, il suo destro ha disegnato un capolavoro destinato a diventare immagine simbolo della serata. Con questo 2-0 di sostanza e carattere, gli amaranto si prendono la qualificazione e si regalano una notte da vivere tutta d’un fiato: il 14 agosto alle 18:30 l’Arezzo sarà di scena a Cagliari, per il primo vero banco di prova della stagione. Bucchi conferma il suo 4-3-3 e lancia diversi volti nuovi: Nunziante debutta tra i pali, Illanes si piazza al centro della difesa, Sala prende posto in mezzo al campo e Cerri guida l’attacco. Con Viviani inizialmente in panchina, la regia finisce sulle spalle di Chierico, chiamato a dare ordine e ritmo alla manovra. Dall’altra parte Corini risponde con un 3-4-2-1 molto mobile, affidando a Marras e Rizzo Pinna il compito di muoversi alle spalle di Crespi, riferimento avanzato dei lombardi. La partita si apre con l’Arezzo in maglia avorio e il Brescia nel classico biancoblù. Chierico si piazza davanti alla difesa e prende subito in mano il gioco, mentre Ionita, con la fascia da capitano, si muove da mezzala insieme a Sala. Le prime conclusioni arrivano da lontano: Tavernelli impegna Liverani, Crespi risponde con un tiro che termina fuori. Poco dopo Nunziante rischia grosso in uscita, lasciando la porta scoperta, ma Illanes rimedia con un intervento provvidenziale che salva gli amaranto. Il Brescia appare più sciolto nei primi minuti, mentre l’Arezzo fatica a trovare fluidità. Ma al 24’ la partita cambia volto: Ionita e Tavernelli strappano palla ad Armati, Cerri verticalizza con precisione per Arena, che sfrutta l’uscita a vuoto di Rizzo, si invola verso Liverani e lo batte con un sinistro chirurgico. È il gol dell’1-0, che accende il pubblico e dà fiducia alla squadra di Bucchi. Arena continua a essere tra i più vivaci, e poco dopo costruisce un’altra buona occasione servendo Sala in profondità. Il centrocampista appoggia per Ionita, il cui tiro deviato viene bloccato da Liverani. Il Brescia prova a reagire con un destro a giro di Rizzo Pinna, che costringe Nunziante a un intervento in volo. L’ex Ascoli viene fischiato dalla curva amaranto, ma la sua conclusione resta la più pericolosa dei lombardi. Nel finale di tempo l’Arezzo sfiora il raddoppio: Righetti pennella un angolo affilato, Gilli svetta bene ma il suo colpo di testa sfila a lato di un soffio. È l’ultima emozione di una prima frazione intensa, che gli amaranto chiudono meritatamente in vantaggio. La ripresa si apre con un cambio immediato nel Brescia: Corini richiama in panchina Armati, già ammonito, e inserisce Lamesta per dare maggiore freschezza alla corsia. L’Arezzo riparte con lo stesso undici, ma la partita prende subito un ritmo diverso rispetto alla prima frazione. I lombardi provano a spingere con più continuità, mentre gli amaranto scelgono di abbassare il baricentro e attendere il momento giusto per ripartire. Nunziante, forse nel tentativo di spezzare l’inerzia avversaria, indugia troppo nel rinvio e si becca un cartellino giallo che accende qualche protesta sugli spalti. Il Brescia continua a fare la gara, ma senza trovare varchi puliti. L’occasione più insidiosa nasce da un’azione confusa nell’area amaranto: Crespi prova a girarsi in mezzo a una selva di maglie avorio, ma Illanes è ancora una volta decisivo nel chiudere lo spazio e neutralizzare il pericolo. L’Arezzo soffre, ma tiene. A metà ripresa Bucchi decide di cambiare l’inerzia del match con una tripla sostituzione: dentro Viviani per dare ordine alla manovra, Mawuli per aggiungere energia in mezzo al campo e Varela per rinfrescare l’attacco al posto di Arena, autore di una buona prova. L’ingresso dei nuovi cambia subito il volto della squadra. L’Arezzo torna a farsi vedere in avanti con una splendida azione verticale: Viviani trova un corridoio perfetto per Varela, che serve Cerri a centro area. Il numero 9 ha la palla del raddoppio sui piedi, completamente libero, ma il suo destro si alza oltre la traversa. È l’occasione più nitida della ripresa, sprecata per una questione di centimetri. Gli amaranto però non si scoraggiano e pochi minuti dopo costruiscono un altro contropiede fulmineo. Varela guida la transizione, serve Tavernelli che dalla sua mattonella calcia forte e costringe Liverani a deviare in angolo. L’Arezzo, pur soffrendo, dà la sensazione di poter colpire in ogni momento. E infatti il gol arriva, ed è un capolavoro. Al 38’, su calcio di punizione dai venti metri, Tavernelli disegna una traiettoria perfetta: il destro si infila sotto l’incrocio, tocca il palo e rotola in rete. Lo stadio esplode, la Minghelli si alza in piedi per una standing ovation che sa di liberazione e di storia. Era da sedici anni che l’Arezzo non segnava su punizione proprio sotto quella curva. Il 2-0 chiude virtualmente la partita e consegna agli amaranto una vittoria di prestigio e di sostanza.