AVELLINO-AREZZO 1-2
Avellino (4-3-1-2): Martinelli; Cancellotti, Izzo, Simic, Moruzzi (64’Sala); Palmiero, Besaggio (64’Sounas), Palumbo (64’Di Maggio); Russo; Fila (12’Favilli), Biasci (83’Pandolfi). A disposizione: Iannarilli, Sassi, Faticanti, Berenbruch, Venturi, Enrici, Fontanarosa. All: Nesta.
Arezzo (4-3-3): Nunziante; Renzi, Gilli, Illanes Righetti; Sala (66’Eklu), Iaccarino (81’Viviani), Ionita; Arena (76’Pattarello), Cianci (76’Djamanca), Tavernelli. A disposizione: Serban, Seculin, Martinez, Coppolaro, Leone, Chierico, Cipriani, Cagnano. All.Bucchi.
Arbitro: Drigo di Portagruaro. Assistenti: Bindoni di Venezia – Della Mea di Udine. Quarto ufficiale: Guida di Torre Annunziata. Var: Piccinini di Forlì. AVAR: Ghersini di Genova.
RETI: 15’Russo (AV), 56’rig.Cianci (AR), 90’Ionita (AR)
Note: Spettatori 11170 Ammoniti: Righetti (AR), Besaggio (AV), Sala (AR), Palmiero (AV)
AVELLINO – Diciannove anni sono un tempo enorme. Un tempo che cambia le persone, le città, le generazioni. Un tempo che può spegnere i sogni oppure, come è successo ad Arezzo, può renderli ancora più vivi. E così, dopo quasi due decenni di attese, di salite, di ripartenze e di orgoglio tenuto stretto, l’Arezzo è tornato in Serie B nel modo più bello: vincendo. Al Partenio, in una notte che profuma di storia, gli amaranto hanno firmato una pagina che resterà impressa nella memoria collettiva. Una partita intensa, sofferta, ribaltata con cuore e qualità, chiusa con un colpo di testa che ha il sapore delle grandi imprese. All’esordio in Serie B, l’Arezzo di Bucchi si presenta al Partenio con la formazione annunciata: un 4‑3‑3 lineare, Cianci al centro dell’attacco e una folta pattuglia di debuttanti nel campionato cadetto. Per Nunziante, Renzi, Gilli, Righetti e Iaccarino è la prima volta tra i professionisti di questo livello. L’assenza più pesante è quella di Cerri, fermato da un problema muscolare. L’Avellino risponde con un 4‑3‑1‑2 molto dinamico, dove Russo agisce tra le linee alle spalle di Fila e Biasci. Il Partenio è una bolgia: circa diecimila spettatori, con 353 tifosi amaranto nel settore ospiti. L’avvio è tatticamente interessante. Bucchi dispone Sala come mezz’ala destra e Ionita sul lato opposto, mentre l’Avellino interpreta il proprio sistema con grande elasticità: Palumbo si apre spesso a destra e la squadra biancoverde si trasforma in un 4‑2‑4 in fase offensiva. La prima occasione è dei padroni di casa: Russo scappa sul filo del fuorigioco e serve Fila, ma Gilli chiude con un intervento provvidenziale che evita anche il calcio d’angolo. L’Arezzo prova a rispondere, ma al minuto otto Iaccarino rimedia un giallo per un intervento in ritardo su Besaggio. Poco dopo arriva il vantaggio dell’Avellino: Russo inventa una giocata da categoria superiore, controlla, si sposta la palla sul destro e disegna una parabola perfetta sotto l’incrocio. Il gol viene convalidato nonostante le proteste amaranto per un precedente contatto tra Fila e Illanes, rimasto a terra per un colpo al volto. Dopo qualche minuto di sbandamento, l’Arezzo ritrova ordine e compattezza. La partita si riequilibra e gli amaranto costruiscono anche una grande occasione: Tavernelli crossa sul secondo palo, Sala fa da sponda per Arena che controlla e calcia, ma Izzo si oppone sulla traiettoria e salva i suoi. Nel finale di tempo la squadra di Bucchi cresce. Il possesso palla si alza, l’Avellino prova a ripartire ma l’Arezzo spinge con continuità. Tavernelli ci prova dalla distanza senza fortuna, poi Arena impegna Martinelli con un sinistro a giro troppo centrale. L’ultima emozione arriva a pochi secondi dall’intervallo: Cianci riceve al limite, si gira e calcia rasoterra, sfiorando il palo alla destra del portiere. È l’occasione più nitida degli amaranto, che rientrano negli spogliatoi sotto di un gol ma pienamente dentro la partita, con la sensazione che sia mancato soltanto l’ultimo guizzo negli ultimi sedici metri. La ripresa si apre senza cambi: Bucchi e Nesta confermano gli stessi ventidue del primo tempo, fatta eccezione per l’infortunio di Fila, costretto a lasciare il campo al 12’ della prima frazione e sostituito da Favilli. L’Arezzo entra bene in campo e dopo pochi minuti costruisce un’altra occasione importante: stavolta Cianci e Arena si scambiano i compiti. Il centravanti si allarga sulla fascia e crossa al centro, dove l’esterno arriva tutto solo ma calcia di prima, strozzando il tiro che termina alto. Un peccato, perché la posizione era ideale e avrebbe potuto controllare. L’Avellino prova a rispondere, ma Renzi perde un pallone complicato in uscita e Russo si avventa sulla sfera, calciando subito verso la porta. La conclusione, stavolta, si spegne larga. È il preludio all’episodio che cambia la partita: Cianci vince un contrasto di forza a centrocampo, Ionita raccoglie il pallone e apre per Arena. L’esterno punta l’area, sterza verso il centro e viene steso da Besaggio proprio al momento di calciare. Drigo indica il dischetto senza esitazioni e ammonisce il mediano irpino. Dal dischetto si presenta Cianci, che non trema: piattone sinistro, angolato, Martinelli spiazzato. L’Arezzo trova l’1‑1 e il suo centravanti festeggia il gol al debutto in Serie B. La partita si accende. L’Avellino reagisce subito con un cross arcuato di Moruzzi che pesca Favilli a pochi passi dalla porta: il colpo di testa è potente, ma Nunziante risponde con un riflesso da applausi. Gli amaranto non arretrano e rispondono colpo su colpo. Iaccarino si crea lo spazio per una conclusione dalla trequarti, ma il tiro finisce a lato. Poco dopo è Sala a fermare una ripartenza di Russo con una trattenuta vistosa: inevitabile il giallo. L’Avellino insiste, ma Nunziante è ancora decisivo con un doppio intervento, prima su Biasci e poi sul cross di Russo. Al 21’ arriva il primo cambio per Bucchi: si chiude la partita di un ottimo Sala, sostituito da Mawuli. L’Arezzo resta pienamente dentro il match, con la sensazione di poter colpire ancora. Nel cuore del recupero, quando tutto sembrava indirizzato verso un pareggio, l’Arezzo trova l’ultimo guizzo, quello che era mancato per tutta la serata. La squadra di Bucchi spinge con decisione, convinta che ci sia ancora spazio per un’ultima occasione. E infatti, al novantesimo, la palla arriva sulla sinistra a Righetti, che ha ancora energie per un cross preciso, teso, carico di intenzione. In area sbuca Ionita, che sceglie il tempo perfetto: stacco poderoso, colpo di testa pulito, palla che si infila nell’angolo dove Martinelli non può arrivare. È il gol del 2‑1, il ribaltone, la firma di un giocatore esperto che si prende la scena nel momento più pesante della partita. L’Arezzo completa così una rimonta costruita con carattere, pazienza e qualità, portando a casa una vittoria che profuma di personalità e che rende memorabile il ritorno in Serie B.